MILANO, marzo 2000
J. S. BACH: Matthaeuspassion

Chailly, la Passione alza la voce

Anatomia d' un sacrificio e, insieme, vento di speranza che misteriosamente conforta; dramma sacro e dramma scenico, solenne corteo sinfonico e raccolta estasi interiore: la «Passione secondo Matteo» di Bach sublima in unità gli spunti meno compatibili. E Riccardo Chailly, che la dirige in questi giorni all' Auditorium (con l' Orchestra Verdi, il Coro della Radio Olandese, le Voci bianche della Scala), non solo ne scava in legno chiaro, a luci vive, ogni dettaglio, ma ne esalta mille ulteriori contrasti. Suscita momenti di terribile emozione, pur passando ai raggi x, nell' asciutta acustica d' un teatro «profano», una pagina sacra nata per la chiesa; fonde in sferzante sintesi un' orchestra ricondotta alle più nervose asciuttezze e un cast di voci all' opposto piene e liriche: il tonante basso Reinhard Hagen, l' etereo soprano Christiane Oelze (dapprima timorosa, poi misticamente rarefatta nell' aria «Aus Liebe»), Keith Lewis, Davide Damiani, il Christus nobile e omogeneo di Oliver Widmer; e il controtenore Michael Chance, angelico e intenso nei fluidi fraseggi di «Können Tränen», nel lampo di «Ach Golgatha!», nelle venature orientaleggianti di «Sehet, Jesus hat die Hand». Grazie al tenore Johannes Chum, Evangelista dall' emissione morbidissima, via via accorato, stupito, sdegnato, il film della Passione scorre febbrile e «non» inesorabile. A ogni istante la storia sembra ancora tutta da decidere. «Haltet! Bindet nicht!» (Fermatevi! Non legatelo!) grida il coro con allucinata durezza. Ogni aria è una sorpresa timbrica; ogni polifonia, una diversa trama ordita dalle forze del male; ogni corale, tante le idee che Chailly vi ha profuse, una diversa voce del popolo che piange, si pente, supplica, s' interroga. Ora forte e solenne in gettata unica, ora graduato o sfumato. Sino al corale fatidico, «Wenn ich einmal soll scheiden» (Quando un giorno anch' io dovrò partire), reso con un pianissimo sconvolgente. Molto mossa (5' 36"), l' aria del basso «Mache dich mein Herze rein» (Purificati, mio cuore), col sereno ondeggiare dei suoi 12/8, prelude alla tenerezza dell' estremo saluto, come il soffio d' una sacra barcarola.

PASSIONE SECONDO MATTEO di Bach, con Riccardo Chailly e l' Orchestra Verdi, all' Auditorium di Corso San Gottardo 42, Milano, replica domani ore 14, lire 50-100 mila, tel. 02.833.89.201

Gian Mario Benzing

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